InstantArch

Una selezione del progetto è stata pubblicata sul sito ufficiale di Lomography Italia.
Questa l’intervista completa.

Come ti sei imbattuto nella Community di Lomography e da quanto ne sei parte?
Circa 4 anni fa ho acquistato la mia prima fotocamera istantanea. Questa tipologia di macchine, ricordandomi la mia infanzia, mi ha appassionato fin da subito portandomi ad acquistarne altre nei mercatini dell’usato.
Documentandomi, per effettuare le mie prime prove, é stato facile imbattermi nel sito di Lomography e di conseguenza nella Community.
Faccio parte di questo stimolante e creativo mondo dal 2015 da quando ho iniziato a scattare con la magica Holga 120 CFN.

Girovagando per la tua Lomohome si nota una certa passione per l’architettura. Che cosa ti affascina di questa arte e come mai è uno dei tuoi soggetti preferiti?
Svolgo la libera professione di architetto a Genova e l’architettura é una parte integrante della mia vita, non potrei farne a meno!
Ciò che mi affascina di questa arte é la sua capacità di trasformare lo spazio attraverso la progettazione di segni indelebili che, una volta realizzati, modificano un determinato paesaggio. Questi organismi complessi cambiano nel tempo il loro rapporto con il territorio, con il contesto nel quale si inseriscono, e da “nuove costruzioni” diventano “preesistenze”.
Soprattutto nelle grandi metropoli, in cui si costruisce costantemente, i mutamenti avvengono in tempi record e restituiscono al fruitore più curioso e attento nuove dimensioni ed emozioni.
Sono queste le caratteristiche che più mi piace cogliere fotografando le architetture, in particolare quelle contemporanee che sono l’espressione del nostro tempo.
Purtroppo il valore culturale dell’architettura nell’immaginario collettivo é cambiato e il ruolo dell’architetto nella società è divenuto marginale: il suo contributo non è più ritenuto fondamentale.
Come professionista sento il dovere di contribuire a invertire questa tendenza.
Le motivazioni che mi spingono a fotografare per lo più soggetti architettonici sono da ricercare nella mia “mission”: utilizzare la fotografia, in tutte le sue forme e manifestazioni, per promuovere la diffusione della cultura architettonica contemporanea e il ruolo dell’architetto nella società odierna.

Preferisci fotografia istantanea o analogica più in generale?
Amo tutti i tipi di fotografia, é difficile fare una scelta.
In genere prediligo ascoltare le mie emozioni e lasciarmi guidare da queste.
Ad esempio nel mio ultimo viaggio a New York, entrando nello store di Lomography nel Greenwich Village, sono stato “rapito” dalla Lomo’Instant Automat Glass. Pur avendo con me l’attrezzatura digitale professionale ho deciso di scattare solo istantanee.
In fondo penso che non conti il mezzo, ma quello che si vuole esprimere.

Puoi raccontarci come hai realizzato i tuoi scatti con la Lomo’Instant Automat Glass a NYC?
La Lomo’Instant Automat Glass é fantastica perché é caratterizzata da un obiettivo grandangolare di vetro con una focale di 38mm (equivalente a 21mm) che mi ha messo fin da subito a mio agio essendo tra le lunghezze da me più impiegate.
Inoltre già le impostazioni automatiche regalano immagini perfettamente esposte anche in scarse condizioni di luce grazie all’ampia apertura di f/4,5 della lente.
Dopo le prime istantanee realizzate in automatico ho deciso però di avere un maggior controllo sull’immagine utilizzando il compensatore di esposizione.
Nel corso della mia esplorazione architettonica di New York ho anche voluto sperimentare le esposizioni multiple che mi hanno piacevolmente colpito e che hanno dato il via a un nuovo progetto fotografico su cui sto già lavorando.
Nelle ore serali ho montato la camera su cavalletto ed effettuato lunghe esposizioni in modalità bulb sfruttando il telecomando a distanza incorporato nel tappo per l’obiettivo.

Cosa consigli per ottenere buoni scatti, utilizzando la Lomo’Instant Automat Glass, di strutture architettoniche?
Il mio consiglio é quello di viversi lo spazio architettonico che si vuole rappresentare e captare le emozioni che si provano entrando in relazione con il manufatto.
Di qualsiasi genere esso sia, un edificio, una strada, una piazza, non importa, quello che conta é percepirlo con l’intero nostro corpo. Avere la consapevolezza che non siamo di fronte ad un oggetto astratto o ad una composizione formale che si inserisce in uno spazio.
Da questa nuova consapevolezza nasce, secondo me, una certa creatività che non é più fine a se stessa ma é direttamente proporzionale alla nostra più intima emozione.
Credo che questo sia il miglior consiglio che da architetto possa dare per ottenere buoni scatti con la Lomo’Instant Automat Glass, ma più in generale con qualsiasi fotocamera.

Hai provato ad utilizzare splitzer/obiettivo fisheye/obiettivo ultrawide angle/filtri gel per il falsh con la Lomo’Instant Automat Glass?
Ho provato ad utilizzare sia lo splitzer che i gel colorati per il flash. In entrambi i casi le possibilità creative sono infinite e le immagini che si ottengono sono di grande impatto. Sta solo a noi diventare un po’ più bambini e sperimentare!

Quale “feature” preferisci?
In particolare la feature che preferisco é la possibilità di realizzare esposizioni multiple.
Più in generale, invece, amo la flessibilità di questa fotocamera perché ti permette di realizzare scatti “più frenetici” e liberi da tecnicismi oppure di ottenere composizioni equilibrate.

Che cosa ti ha affascinato di NYC? Raccontaci qualche cosa di questa magica città. È una meta adatta ai Lomografi?
É difficile dire quello che mi ha affascinato di questa magica città perché in realtà ne sono realmente ossessionato.
New York é una città che io amo, in cui torno spesso e in cui mi piacerebbe vivere.
É una città che mi ha messo a nudo, che mi ha permesso di esplorare me stesso facendo venire alla luce parti della mia emotività che non conoscevo.
É l’unica città che ogni volta lascio piangendo e in cui ogni volta rimane una parte di me.
Da questa premessa si può facilmente intuire come, dal mio punto di vista, un Lomografo possa trovare a New York tutto quello che sta cercando: camminare per le strade della metropoli, osservare il traffico, attraversare i parchi, ammirare la folla, vivere la città di notte…insomma perdersi!

In tre parole che cosa è Lomography per te?
Lomography per me é spontaneità, divertimento e creatività.

E NYC, sempre in tre parole?
New York City per me é libertà, bellezza e sogno.